Anche in Agosto attenzione ai diritti

In agosto si va in ferie e si cerca il classico relax e distacco dalle tensioni che ci affliggono quotidianamente; è un diritto ed è un bene per ognuno di noi ed è giusto gustarselo.

Tuttavia la realtà , spesso cruda e feroce, ci insegue e non possiamo far finta di disinteressarcene; è li, è attorno a noi ed influisce su di noi anche se siamo in vacanza.

Come rimanere infatti indifferenti (anche sotto l’ombrellone) alle violenze che si perpetuano quasi quotidianamente contro le donne, contro le bambine e i bambini, contro centinaia di persone che tentano di fuggire da guerre, carestie e disastri sociali ed umani vari e non riescono a trovare la giusta attenzione ai loro diritti ?

In effetti non si può e noi diciamo pure che non si deve.

Noi siamo cittadini nati in una repubblica che tutela la vita , il diritto al lavoro e ad una condizione di rispetto per le proprie individualità, che ritiene tutti gli uomini uguali ed uguali a tutte le donne e perciò rimaniamo turbati e arrabbiati dal sentire che a Reggio Emilia, in Calabria, a Parma e a Bologna e a Milano – in queste settimane agostane – donne vengono ancora sequestrate e violentate e talvolta uccise , mentre in spiaggia nella costa romagnola un uomo cerca di fotografare bambine per scopi orribili

Certamente in questi uomini c’è molta malattia (da curare e questo è un altro aspetto che si abbina al concetto delle azioni legate alla prevenzione) ma questi eventi – ripetuti e ripetuti – ci parlano di una società certamente avanzata e moderna ma che mantiene ancora, nei propri bassifondi sentimenti e pulsioni che dovranno prima o poi essere indagati e battuti con la cultura ed il senso di responsabilità civile ed istituzionale.

In Italia capita che esponenti delle istituzioni o/e con alti incarichi pubblici parlino ancora di famiglia naturale e dei ruoli che in essa uomini e donne devono giocare, spesso lasciando trasparire oltre ad un intollerante omofobia, anche un certo sguardo ai bei tempi in cui la donna era l’angelo della casa, dentro casa e così protetta da aggressioni e violenze di altri maschi predatori.

L’Italia è certamente un paese ricco di sensibilità democratiche e di volontà di progresso, ma che dire rispetto al tentativo di trasformare l’arrivo di qualche decine di migliaia di disperati in una battaglia di civiltà basata sul rifiuto e sulla paura (dell’invasione, della contaminazione della civiltà romana – cristiana – occidentale , ecc) ?

Noi certamente dobbiamo mantenere alta l’attenzione sul tema clandestini e sul tema infiltrazioni criminali, ma altrettanta alta dobbiamo tenere l’attenzione sul dettato della costituzione negli articoli 10 e 13 e all’art 3 della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo e porci il problema e risolverlo di come tutta l’Europa è veramente la prospettiva per lo sviluppo dei diritti e dell’economia del vecchio continente e non insieme di egoismi e particolarismi

Io, cooperatore mi impegno per affermare una capacità di fare impresa e di fare economia valorizzando le capacità dei lavoratori, i propri soci quali responsabili del proprio lavoro e futuro, ma certamente mi impegno anche per affermare il valore della costituzione italiana, che ha sancito il valore sociale – economico della cooperazione e ha teso a promuovere ulteriormente i diritti di cittadinanza e dell’eguaglianza di genere e di ognuno rispetto al potere economico.

Certamente quelle che ho espresse sono considerazioni impegnative e probabilmente non da tutti condivise, ma io penso che se effettivamente la cooperazione sta svoltando rispetto ad un suo ruolo sociale ed economico, una presa di posizione ed un impegno su questi temi sia indispensabile.

L’Identità di Ambra è fortemente intessuta dei valori della qualità della relazione con il cittadino –utente, del rispetto dei diritti legati al lavoro, della ricerca della qualità economica e sociale dell’impresa, ma non dimentica di essere una organizzazione sociale – economica di cittadine e cittadini che vogliono vivere in un paese senza paure e senza discriminazioni.

Roberto Mainardi